Storie di Misteri


UN CAMPANILE SENZA CHIESA

A Furato, una frazione di Inveruro in provincia di Milano, si trova un curioso campanile solitario, senza nulla attorno. Datato attorno al XII secolo potrebbe essere quello che resta di una precedente chiesa, visto che l’attuale, di stile moderno, fu realizzata in tempi relativamente recenti come gli anni ‘60 su richiesta degli abitanti, stufi di doversi spostare nei paesi limitrofi per assistere alla messa. Si suppone che l’adiacente chiesa sia bruciata o comunque andata distrutta e la torre del campanile sia rimasta miracolosamente intatta fino ai giorni nostri. Questa tesi però potrebbe esser negata dal fatto che tutte le quattro facciate del campanile sembrerebbero indipendenti, non appare chiaro quale potrebbe essere il lato prima attaccato alla chiesa. Solo quello a nord sembrerebbe possedere delle caratteristiche che farebbero pensare che un tempo fosse stato attaccato ad altro, però possiede anch’esso l’orologio come gli altri 3 lati, una stranezza senz’altro. 


I RESTI DELLA PESTILENZA

A Magenta percorrendo verso nord la strada che porta verso il centro, è possibile osservare sulla destra la chiesa di San Rocco (XI secolo) e nello specifico una cappella con dei teschi in evidenza. Fin dall’antichità infatti era usanza seppellire i morti nei pressi delle chiese e si suppone che questi resti appartengano a persone perite a causa della pestilenza del XVI secolo.    


UN TEMPIO ADIBITO A CHIESA

In un piccolo paesino in provincia di Milano si può notare una chiesa alquanto particolare. Situata nella piazza di Ossona, facendo finta che il suo campanile non ci fosse la struttura sembrerebbe più che altro un tempio, pagano per la precisione. Riprende lo stile dorico, con 4 colonne, i capitelli, il frontone triangolare e altri elementi che ricordano ad esempio Porta Ticinese, o il Pantheon di Roma, o ancora il Tempio di Artemide a Corfù nell’antica Grecia. In particolare però la struttura più somigliante è quella del tempio romano di Portuno. Come se non bastasse, sull'architrave campeggiano  8 raffigurazione di quello che sembra una capra, simbolo alquanto esoterico. 


L'ICONA CON UNA STRANA STELLA

Sono stato ad una mostra sulle Icone Bizantine e subito mi ha colpito questa raffigurazione. La scena è la famosa "adorazione dei magi", in cui questo misterioso autore ha voluto rappresentare la stella cometa non nella classica fisionomia a forma cilindrica gialla o arancione - come quasi tutti i dipinti dello stesso tema - bensì quasi come fosse un oggetto metallico. Sebbene può essere derubricato ad una scelta stilistica particolare che si distingue dalla massa, la cosa resta comunque misteriosa.

 


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